
Abituàti a stare nell’oscurità, come guardiamo la luce, restiamo accecati poiché non più capaci di vedere la realtà per come è realmente.
Fanno male gli occhi e lentamente bisogna riabituarli nuovamente a quello che a loro si mostra. La strada, il percorso che porta alla conoscenza è come una personale sfida che ciascuno se si sente pronto può decidere di intraprendere.
Si resterà sorpresi da ciò che si potrà scoprire

Questa società inter(s)connessa ha moltiplicato a dismisura il numero delle parole. Proliferano ovunque, scritte e pronunciate, cantate e urlate. Più spesso utilizzate per ferire che per sanare. In questo marasma alcune sono state abusate fino a perdere il senso di quello che dovrebbero significare davvero. Oggi si può affermare una cosa e domani l’esatto opposto, come se le parole fossero aleatorie, espressione del vago, canne al vento e quindi inutili segni su una pagina bianca. Altre si sono perdute, inghiottite dai vortici parolai che le hanno seppellite in fondo ai vocabolari quotidiani, simulacri di significati lontani. L’intenzione di questo libro è di recuperare e rivisitare alcune parole, pesarle e considerarle attraverso un’immersione nel loro significato, per un dignitoso e fecondo percorso di vita umana.
Un percorso di psicoterapia può essere di aiuto a un bimbo sofferente e alla sua famiglia? Che cosa è in grado di attivare un processo di cambiamento e perché è possibile che avvenga? Che cosa si modifica nel bambino durante la psicoterapia? Su cosa agisce l’intervento dello psicoterapeuta? Ma, soprattutto, come si può riavviare la crescita psicologica in situazioni bloccate dalla sofferenza cercando, al contempo, di ricollocarla nel più vasto contesto familiare e sociale? A partire dall’esperienza clinica, gli autori – formati nell’Istituto “Alfred Adler” di Torino con la supervisione di Lino Graziano Grandi e Giuseppe Benincasa – suggeriscono percorsi di approfondimento teorico e metodologico utili agli psicoterapeuti dell’infanzia, ai genitori, agli insegnanti e agli educatori per calarsi nel registro espressivo e comunicativo dei bambini al fine di decodificare l’immaginario emergente dalla loro esperienza passata e presente. Al centro sono posti i processi relazionali, sempre inseriti in un contesto sociale e culturale in continua evoluzione, e che hanno origine in componenti di natura corporea ed emotiva.
L’avvicinamento alla conoscenza dell’uomo richiede un approccio in grado di coniugare il rigore della ricerca scientifica alla libertà delle scienze umane, mantenendo la dose di umiltà necessaria per non escludere quelle parti di mistero ed ineffabile che lo accompagnano da sempre. Lino Graziano Grandi aderisce a un tale approccio: pur conservando come riferimento privilegiato la teoria adleriana, si muove attraverso quello che si potrebbe definire un pluralismo epistemologico, rimanendo però saldamente legato a un pragmatismo conoscitivo derivato dall’ambito professionale e di vita che gli consente di pervenire a una creatività di pensiero e azione – posta al servizio psicoterapeutico, analitico, didattico e di supervisione. Attraverso il presente lavoro, se ne vuole rappresentare almeno una parte come apporto al miglioramento dell’esercizio della prassi psicoterapeutica. Un antico adagio recita: chi meno conosce, ha meno bisogno di conoscenza. Si rifugia pertanto nella tecnica; meglio, nel tecnicismo.