Gentile Collega,
come annunciato nella breve presentazione fatta durante il convegno sull’emergenza di sabato u.s., ti invitiamo a compilare il questionario:
“Il ruolo del terapeuta nell’era del Metaverso: in che modo le psicotecnologie possono contribuire al benessere psicologico della persona?
Un gruppo di specializzande della nostra Scuola ha promosso, costruendo un questionario, una ricerca sulla necessità di re-inventare il ruolo dello psicologo/psicoterapeuta e su come integrare nella pratica professionale tradizionale le psico-tecnologie.
La ricerca ha l’obiettivo di indagare, all’interno della comunità degli psicologi e degli psicoterapeuti, il livello di conoscenza, di utilizzo e necessità di formazione sulle psico-tecnologie. I risultati verranno presentati al XXIX convegno SIPI del 21-23 ottobre 2022 e vi saranno inviati via mail successivamente. Sarebbe molto gradita la diffusione del link presso i vostri colleghi/amici psicoterapeuti/psicologi e studenti in psicologia in modo da poter raccogliere il maggior numero di risposte possibili.
La compilazione del questionario richiede poco tempo e dovrà essere conclusa assolutamente entro il 19 ottobre 2022 per poter permettere alle specializzande di raccogliere ed elaborare i dati.
ecco il link: https://forms.gle/g8VpQ4eDw2eaaESz5
Grazie per la collaborazione!
In una società dove tutto scorre veloce, dove si è sempre più impegnati in molteplici attività, molto spesso non riusciamo a cogliere, in noi e negli altri, i segnali di un disagio interiore. Fondamentale è combattere i pregiudizi e la discriminazione verso questa tematica creando un’occasione di confronto, facendo informazione, ricercando quell’empatia e quella sensibilità che sono necessarie per aiutare e comprendere sé stessi e gli altri. A proposito di autorevolezza abbiamo ritenuto importante rivolgere le nostre domande ad un professionista del settore, ben vicino alla tematica che stiamo affrontando.
Risposta: Si, concordo. Una figura come quella dello psicologo e dello psicoterapeuta assolverebbero ad una funzione importante all’interno di un pronto soccorso in quanto potrebbero approcciarsi sin da subito a quelle situazioni “delicate” che si presentano nei reparti d’urgenza. Purtroppo in Italia non si è ancora giunti a quel punto. Già il fatto di riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’importanza della salute mentale è un passo avanti. Anche perchè, essendo sinceri, credo che nessuno possa vantare una sanità mentale al cento per cento. Ansia e stress fanno ormai parte di gran parte di noi. Alfred Adler, sosteneva che la salute mentale fosse funzionale quando si era in grado di assolvere al 33,3 per cento periodico i compiti vitali in ognuna di queste tre aree: studio/lavoro – affetti – relazioni sociali.


Questa società inter(s)connessa ha moltiplicato a dismisura il numero delle parole. Proliferano ovunque, scritte e pronunciate, cantate e urlate. Più spesso utilizzate per ferire che per sanare. In questo marasma alcune sono state abusate fino a perdere il senso di quello che dovrebbero significare davvero. Oggi si può affermare una cosa e domani l’esatto opposto, come se le parole fossero aleatorie, espressione del vago, canne al vento e quindi inutili segni su una pagina bianca. Altre si sono perdute, inghiottite dai vortici parolai che le hanno seppellite in fondo ai vocabolari quotidiani, simulacri di significati lontani. L’intenzione di questo libro è di recuperare e rivisitare alcune parole, pesarle e considerarle attraverso un’immersione nel loro significato, per un dignitoso e fecondo percorso di vita umana.
